Highlight Edition

Festa delle Cape a Lignano Sabbiadoro, 4-12 marzo 2017

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La Festa delle Cape, nata nel 1984 dall’iniziativa di alcuni pescatori professionisti e portata poi avanti dall’Associazione Pescatori Sportivi “ Al mare” di Lignano è giunta alla sua 32° edizione.

La Festa delle Cape ha lo scopo di far conoscere i prodotti ittici del nostro mare Alto Adriatico ai residenti e ai turisti. Il ricavato andrà dato in beneficenza.

Mantenendo le antiche tradizioni culinarie, vengono servite cappe lunghe (cannolicchi), pevarasse (vongole), sarde alla griglia, impannate, in saor, calamari e molte altre specialità locali.

Nelle passate edizioni, sono stati aiutati l’AGMEN, La “Via di Natale”, Il Centro Trapianti di Organi, i Bambini in Emergenza ed alcune realtà private del territorio.

La festa si svolge in Piazza Marcello d’Olivo a Lignano Pineta.

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Biker Fest a Lignano Sabbiadoro – 19-22 maggio 2016

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Anche nel 2016 ritorna l’attesissimo appuntamento con la Biker Fest, questo anno giunta alla sua 30° edizione.

L’appuntamento è fissato dal 19 al 22 Maggio 2016 a Lignano Sabbiadoro.

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The Oscars, domenica 28 febbraio 2016

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La cerimonia di premiazione dell’88esima notte degli Oscar è in programma per domenica 28 febbraio al Dolby Theatre. A condurre questa 88sima edizione sarà Chris Rock, già presentatore nel 2005. Continue reading

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JEAN PAUL GAULTIER / FROM THE SIDEWALK TO THE CATWALK

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From the Sidewalk to the Catwalk, la mostra partita nel 2011 da Montreal, fa tappa alla Kunsthalle di Monaco di Baviera fino al 14 febbraio con il supporto di Swarovski, partner di Jean Paul Gaultier in molte creazioni. Una mostra che ha “cambiato pelle” a seconda della sua destinazione, come si vede qui con le “gaultieriane” interpretazioni del dindrl, costume popolare nel sud della Germania e nell’Alto Adige, in Austria e Svizzera tedesca. Continue reading

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Robert Molnar

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Ci spiace, ma questo articolo è disponibile soltanto in Tedesco.

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Andrea Illy

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HIGHLIGHT: Trieste è la “Città del Caffè” in Italia. Com’è arrivata a questo traguardo?

ANDREA ILLY: Trieste ha una fortissima origine storica del caffè. Il caffè si consuma circa da tre secoli e mezzo a partire da Vienna e Venezia e Trieste è una via di mezzo perché vicino politicamente e geograficamente ed economicamente alla due città e quindi ha subito l’influsso di entrambe, vista la sua particolare posizione e peculiarità del suo porto è diventata e anche dal fatto che l’epoca di cui stiamo parlando, Trieste è una città cosmopolita per volontà dell’imperatrice che ha voluto che Trieste fosse città libera, dove tutti i mercanti , di tutti i paesi del mondo, potessero insediarsi per dare impulso al mercato quindi la cosa più naturale è stato un forte commercio e scambio di coloniali di cui il caffè è diventato rapidamente più importante, facendo di Trieste il porto più importante del Mediterraneo per il caffè anche grazie a delle condizioni vantaggiose su credito doganale che poi sono stati mantenuti questi vantaggi nei trattati del passaggio di Trieste all’Italia. Si è mantenuto nel tempo anche se parzialmente negli ultimi anni si è un po’ eroso quanto meno nella parte della quantità più che della qualità. Sopratutto la centralità del caffè nella nostra città ha fatto si che nel corso dei secoli si sia sviluppato un indotto tanto da avere tutto ciò che contribuisce al caffè. C’è anche all’Università una serra esterna con una collezione importate di varietà originarie dei Paesi produttori al mondo e quindi volendo si può anche dire che sia una piantagione tropicale c’è anche a Trieste, si trova il caffè coltivato è uno scherzo per dire che c’è tutto ciò. Ci stiamo specializzando in industria di processa mento del caffè verde, torrefazione, la ricerca scientifica e c’è molto anche aspetto sociale con i caffè storici, con i bar. Pensi che a Trieste c’è un bar ogni 300 abitanti, è una della città con più alta densità di bar al mondo in assoluto.

HIGHLIGHT: Il Caffè Illy è famosissimo anche ben oltre i confini italiani. Questo grazie ad un fortissimo marketing o all’ineguagliabile qualità del prodotto, oppure ad entrambe?

ANDREA ILLY: Tutto parte da qui. Quando mio nonno ha fondato questa azienda, settantotto anni fa, partendo da un’idea molto semplice: daremo il caffè migliore del mondo e lo venderemo in tutto il mondo. Poi continuando sempre su quell’idea lì, quindi continuiamo a cercare di migliorare attraverso sia il lavoro in agricoltura, sia attraverso il marketing, che attraverso la tecnologia, perchè sono tutt’uno su due facce della medesima medaglia, la nostra missione dice: deliziare tutti coloro che amano la qualità della vita nel mondo, attraverso il migliore caffè che la natura possa dare, utilizzando le migliori tecnologie della ricerca del bello in tutto quello che facciamo. In questa missione introduce il concetto dell’esperienza del consumo (consumer experience) che vogliamo essere più di un’esperienza palatale quindi non solo gusto e olfatto ma anche con il complemento della vita e della bellezza un’esperienza plurisensoriale. I Greci antichi usavano una parola che adesso non è traducibile in nessuna lingua contemporanea che è Kalokagathia significa bello e buono inscindibili cioè una coppia che se è una cosa bella deve essere buona e una buona dev’essere bella. Ed è questo quello che cerchiamo di fare, e quello che vogliamo fare a livello di consumer experience bisogna avere un prodotto eccellente di ogni occasione di consumo; più di 2-3 milioni tazzine al giorno che devono essere perfette contemplementate possibilmente nel maggior dei casi noi né abbiamo il controllo un mise en place per arricchire l’ esperienza. Il marketing non fa altro che comunicare tutto questo al consumatore o farglielo arrivare.

 

HIGHLIGHT: Ad Illy Caffè si abbina non solo un sinonimo di qualità ma anche un vero e proprio stile di vita che si è diffuso dall’Italia a livello mondiale. Deve essere un successo personale enorme aver diffuso un po’ della nostra cultura anche all’estero, quanto ne è orgoglioso?

 

ANDREA ILLY: Grazie del successo personale ma in realtà, ho l’onore di far parte di una famiglia e di collaborare con un gruppo di collaboratori che danno un contributo direi più importanti del mio al successo, dalla cultura aziendale, della sua tradizione, dalle sue radici e cercare di salvaguardare,esaltare questa personalità della marca. Quindi è il risultato di una famiglia di tre generazioni. Desidero far di più e meglio, nel senso che c’è ancora moltissimo da fare, direi quasi che siamo praticamente solo all’inizio.

HIGHLIGHT: Illy Caffè è perfettamente piazzato nel mercato del caffè. In che misura siete interessati ad acquisire nuovi mercati?

ANDREA ILLY: Lo slogan di fare di noi campioni del mondo. Siamo presenti in 140 paesi i quali raggiunge un’ estensione geografica da rapportare quanto una penetrazione di questi paesi. Direi che il processo di globalizzazione è appena iniziato siamo ancora nel momento in cui l’Italia, che il nostro mercato domestico spenda 40% circa vendite complessive e credo che essere una vera marca globale significa arrivare a l’ 80-90% delle vendite dal resto del mondo. Noi adesso siamo concentrati allo sviluppo della notorietà fuori dall’Italia attraverso,oltre alla nostra comunicazione, allo sviluppo dei punti vendita espressamente Illy e allo sviluppo dei prodotti facilmente riconoscibili joint venture che abbiamo fatto con Coca-Cola per Illy ready to drink e quindi la molteplicità dei progetti dovrebbe vedersi diventare realtà nel senso che la percezione di qualità dovrebbe ulteriormente migliorare.

HIGHLIGHT: Il mercato mondiale decide sui prezzi del caffè, quanto è influenzata l’Azienda Illy da questo fattore?

ANDREA ILLY: Moltissimo. Pensi che l’anno scorso in questa stagione, i prezzi del caffè valevano meno della metà di quanto valgano oggi. Quindi siamo ovviamente costretti a pagare il caffè a prezzi di mercato. I prezzi del caffè sono legati a quello che è all’andamento dei fondamentali del caffè medesimo. Ma purtroppo c’è un forte condizionamento degli altri mercati, la crescita del mercato del petrolio e altri alimenti. Siamo in questo momento in una situazione di assoluta turbolenza che rende molto difficile e fluido operare e quindi siamo influenzati. Sempre positivi,cercheremo di aumentare ulteriormente il valore della nostra offerta in maniera da vedersi riconosciuto il nostro premio.

HIGHLIGHT: Illy Caffè ha sempre seguito la via della qualità. Come si pone l’azienda nei confronti delle grosse catene?

ANDREA ILLY: Distribuzione moderna è purtroppo o per fortuna il canale che fa l’80-90% delle vendite dell’alimentare, andiamo a fare la spesa nei supermercati perchè è lì che si và perchè sono organizzati bene, danno un servizio che i consumatori molto difficilmente vogliono rinunciare. Quindi noi abbiamo una politica di non essere sbilanciati nelle grosse catene nel senso di essere presenti ma con una percentuale diciamo ragionevole del totale delle vendite. Abbiamo anche il recall a completamento, quello alimentare, e abbiamo anche il work place anche quello a complemento dell’alimentare grande distribuzione ma non è l’unico canale perchè c’è anche il mercato del tradizionale alimentare che noi coltiviamo molto. Siamo selettivi nella distribuzione, cerchiamo di fare le cose creando valore a livello europeo, entriamo nell’ottica di avere media proximity bensì di contribuire insieme a loro al raggiungimento degli obbiettivi di crescita dei valori, quindi per noi una storia di successo nella distribuzione moderna significa una storia in cui la distribuzione moderna cresce. Cresce e fa margini, cresce non solo con la marca Illy ma anche con il resto del caffè quindi è una sorta di indicatore di qualità dello scaffale del caffè. Porta ad avere iniziative di formazione sia del consumatore che dei buyer proprio sulla cultura del caffè attraverso la nostra Università del caffè, costruito per diffondere cultura del caffè.

HIGHLIGHT: Il mondo è ormai regolato da un regime di globalizzazione che offre sicuramente svariate possibilità molto allettanti. Lei come si pone a riguardo? Intende rimanere fedele a Trieste?

ANDREA ILLY: Si per quanto è possibile, l’abbiamo fatto finora, abbiamo due o tre aspetti che ci legano molto alla città: il primo è le radici, un marchio di alta gamma deve avere un heritage molto forte e nel nostro heritage la città né fa sicuramente parte. Trieste poi siamo stati cullati dalla città nel nostro percorso di crescita e quindi c’è un debito di riconoscenza. Ed infine il Made in Italy è molto apprezzato nel mondo, questo non toglie che possano esserci, laddove utile o necessario investimenti fuori dall’Italia, ma la casa madre rimarrà qua. Naturalmente bisogna essere in due. Lo Stato deve favorire lo sviluppo dell’impresa altrimenti non si può pensare di lasciare svinire lo sviluppo d’impresa perchè non si ha un’attiva collaborazione dalle istituzioni,dipende molto anche da quest’ultime. Noi faremo di tutto per restare.

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