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Carnevale a Venezia – 11 / 28 Febbraio 2017

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Il Ballo del Doge: quando l’incanto prende vita in laguna

C’era una volta Venezia, luogo magico sospeso fra terra e mare, sogno d’Oriente nel cuore dell’Europa. Da sempre meraviglia dei visitatori ed orgoglio dei propri abitanti, la Serenissima ha goduto per secoli di una meritata fama, esercitando un’attrazione arcana, enigmatica, e per questo ancor più ricca di fascino.

Grazie a scenari dalla bellezza quasi mitica, le descrizioni stupite di chi aveva potuto visitarla, correvano di bocca in bocca per tutto il mondo, parlando di un miraggio, una realtà con i contorni di sogno, di un gioiello incastonato nella laguna, dove la magnificenza di ogni nobile era paragonabile a quella dei più grandi principi del tempo. Qui i giorni scorrevano in letizia tra serate danzanti, ricevimenti ed avventure galanti, in palazzi il cui lusso poteva rivaleggiare con Versailles e le altre grandi corti europee, sullo sfondo del Canal Grande ed in un atmosfera voluttuosa e un po’ decadente, resa ammaliante dall’inimitabile stile del ‘700 veneziano, con i suoi civettuoli interni rococò e le facciate di edifici dal sapore bizantino.



Al termine di una secolare epopea l’eredità della città lagunare è andata in parte perdendosi e di tutta la grandeur veneziana per lungo tempo non è rimasto che un melanconico ricordo verso un’epoca aurea ed apparentemente irripetibile.

Eppure è sempre stata la città stessa, portando dentro di sé la memoria avita, ad impedire che il suo passato andasse obliato; non vi è al mondo nessun luogo che sia stato così capace di mantenere intatto il fascino di epoche remote, rimanendo sospesa nel tempo, in cui ancora si respira nell’aria l’essenza di fulgidi trascorsi, e dove camminando per le calli sembra di ripercorrere le orme di Casanova, dei Venier, dei Foscari e dei Cornaro, mentre i morbidi colori del paesaggio lagunare proiettano il visitatore in un dipinto del Giorgione o del Tiepolo, lasciandolo prostrato in una commozione carica di spleen.

Venezia è però un arcobaleno di impressioni, una tavolozza di emozioni pronta ad esplodere in un tripudio di colori e dunque, in risposta ai freddi invernali, ecco il Carnevale, il periodo dell’anno in cui più d’ogni altro è possibile farsi trascinare nella frenesia ed inebriarsi di fantasticherie, sognando di abbandonarsi alle raffinate mollezze dei patrizi veneziani, non mancando di ostentare qualche esuberanza in nome del motto carnascialesco “tutto è concesso”.

Il Carnevale a Venezia è questo ed ancor di più e se cercate qualcosa che sia in grado di offrirvelo – rinnovando i fasti del passato, ma ammiccando anche al moderno glamour – nulla si sarebbe potuto ideare di più straordinario de Il Ballo del Doge – rivisitazione contemporanea dei balli in maschera in voga nel settecento veneziano – presso Palazzo Pisani Moretta.

Nato nel 1993 su iniziativa della rinomata stilista Antonia Sautter, è universalmente ritenuto un appuntamento imperdibile per gli amanti della mondanità ed uno degli eventi più esclusivi al mondo (ogni anno possono parteciparvi non più di 400 persone!).

L’edizione 2012 promette inconsuete meraviglie, a partire dal tema portante Queensessence, esaltazione della femminilità passionale e brillante, un riconoscimento alla seducente perfezione della donna, che si sostanzierà in un omaggio alle grandi figure di regine nella storia, nel mito e nell’immaginario.

In nome della ricerca del Bello l’evento si rivolge a tutti i cinque sensi: la cura nella ricerca gastronomica si ripropone di offrire ai convitati i sapori dell’antica tradizione culinaria veneta ed un’accurata presentazione delle pietanze – grazie alla collaborazione con il ristorante d’eccellenza I Do Forni – accompagnata dal celebratissimo champagne Veuve Clicquot, mentre i maîtres parfumeurs di Nobile 1942 quest’anno dedicheranno al Ballo ben 3 fragranze.

La serata procede attraverso performance che uniscono danza, musica, teatro e poesia, in un crescendo di spettacolarità e sullo sfondo di scenografie immaginifiche ma eleganti.

Ogni anno un concept – declinato sotto le forme di un sofisticato simbolismo – ammaestra i convitati (rigorosamente in abiti d’epoca, spesso nati dalla sopraffina tecnica sartoriale dell’atelier Maison Sautter) all’ebbrezza offerta dal puro culto della bellezza, guidandone il nobile impeto verso un ideale di perfezione.

Tutto questo non sarebbe mai stato possibile senza l’instancabile opera di Antonia Sautter, ideatrice e direttore artistico, a cui si deve riconoscere di aver assecondato la propria passione unendola all’esperienza nel mondo dell’alta moda e del cinema (suoi sono i costumi utilizzati in alcune scene di Eyes wide shut, ultimo capolavoro di Stanley Kubrick), che le permette anno dopo anno di ricreare un universo incantato, in grado di incarnare alla perfezione lo spirito di un’epoca entusiasmante e, mentre la fugacità della notte rende il piacere ancora più intenso, ognuno è libero di ritrovare se stesso indossando una maschera.

Giunto quest’anno alla XIX edizione, il Ballo del Doge ha ormai da tempo catturato l’attenzione dei media nazionali ed internazionali (Sunday Times, Abc, Cnn, solo per citare i più noti); il fascino dell’evento non poteva passare inosservato, anche per la numerosa presenza di ospiti provenienti dal mondo dello spettacolo, della politica e della finanza.

Plausi ed elogi si sono dunque sprecati per questo imperdibile appuntamento definito “Una delle prime 10 tra le 100 cose da fare nella vita” e “Ballo in maschera più ambito dal jet set internazionale”.

Riassumere in una sola definizione il Ballo del Doge è però riduttivo: come tutto ciò che nasce dall’immaginazione e dalla fantasia, anch’esso si ammanta di una speciale aura, che conferisce all’evento un che di magico, suscitando nei partecipanti sensazioni inebrianti cosicché, quando alle prime luci dell’alba l’incanto delicatamente si dissolve, come al risveglio da un sogno, rimane impresso un sublime sentore, indefinibile chiaramente a parole.

Perché il Ballo del Doge non è un semplice incontro mondano, ma un’avventura totalizzante, che è d’obbligo assaporare con animo da esteti, un’esperienza ricca di suggestioni a tutto tondo, capace di cingere gli ospiti in un sublime abbraccio, coinvolgendoli in un viaggio fiabesco.

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